Legion: recensione del pilot della nuova serie Marvel con Dan Stevens





Legion è arrivata sulla televisiona americana carica di molta aspettativa per chi ci ricordava che questo era un personaggio pieno di enormi potenzialità, un po’ meno per l’affollamento di serie tv di stampo marcatamente supereroistico, che hanno invaso la televisione (e il cinema) negli ultimi anni. C’erano due dettagli però che dovevano far propendere per il maggior hype: la presenza come creatore (e regista del primo episodio) di Noah Hawley, il creatore di Fargo (la serie), e l’ambientazione nel mondo degli X-Men, che quando non viene buttato in vacca da filmoni buoni solo per i gadget, è uno dei rami del mondo supereroi maggiormente gravido di significati e simbolismi. Il pilot di Legion e la sua bellezza Con tutte le tante o poche aspettative che ci potevano essere, il primo pregio del pilot di Legion è sorprenderci e spiazzarci completamente. Perché il pilot di questa nuova serie è tutto quello che non ti aspetti, è una costruzione che si contorce su se stessa, un continuo saltare tra diversi momenti nel tempo, un caleidoscopio di immagini, colori e voci, una frenesia narrativa che rispecchia la schizofrenia (apparente) del protagonista, un susseguirsi di movimenti di camera e tagli d’inquadratura che lasciano lo spettatore assuefatto e soddisfatto. Niente

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Pubblicato il: 11 Febbraio 2017

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