La nuova parola-scandinava-che-noi-non-abbiamo





Tra i grandi classici di internet, del giornalismo e dell’editoria ci sono gli elenchi – spesso illustrati – di parole straniere intraducibili (anche all’estero lo fanno, con parole italiane come “attaccabottoni”, “meriggiare” e “qualunquismo”). Spesso le parole intraducibili di cui parliamo sono scandinave: ne è un recente esempio la parola danese hygge, che Treccani definisce come una «condizione di benessere psicologico, emotivo, ambientale, caratterizzata da una serena disposizione d’animo verso la realtà». Marie Helweg-Larsen, professoressa danese di psicologia, ha parlato su The Conversation di un’altra parola danese che secondo lei «potrebbe tornare comoda al resto del mondo per combattere lo stress», anche se più che una parola «è un concetto culturale sul coltivare pensieri positivi». La parola è pyt.Pyt, che non si pronuncia molto diversamente da come vi verrebbe di fare prima di sentirla pronunciare, è una parola che sembra piacere molto ai danesi. In un sondaggio organizzato dalla Danmarks Biblioteksfoening, un’associazione di librerie danesi, alcuni l’hanno scelta come parola del 2018, superando parole come dvæle (soffermarsi) e krænkelsesparat (preparare un’offensiva).Helweg-Larsen ha spiegato che in Danimarca pyt è un’esclamazione usata in reazione a un fastidio, un inghippo, una noia, un problema che magari sembra grande sul momento ma che, a ben vedere, non lo è.

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Pubblicato il: 15 Marzo 2019

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