Gli imbucati di Marco Travaglio





 Vedendo Carlo Calenda che s’imbuca all’adunata milanese di Salvini e dei suoi eurocamerati e molesta capannelli di leghisti in piazza Duomo, ci è tornato in mente il vecchio film Via Padova 46-Lo scocciatore, dove Alberto Sordi interpreta Gianrico, un giovane rompipalle, gemello del compagnuccio della parrocchietta di Mamma mia che impressione!.La sua missione è perseguitare il vicino di pianerottolo, il signor Arduino alias Peppino De Filippo: ogni giorno Gianrico si apposta dietro l’uscio in attesa che esca per la passeggiata pomeridiana, al che gli s’appiccica addosso guastandogli il relax e insufflandogli negli orecchi con voce petulante i suoi problemi personali: “Sor Arduì, ho passato una notte d’inferno, m’ha mozzicato ‘na zanzara, ma proprio in un punto che nun me posso gratta’ né di qua né di qua: che me farebbe un grattino alla schiena, sor Arduì?”.Cos’abbia indotto Calenda, che resta comunque un ex ministro e il capolista Pd alle Europee nel Nord Est, ad aggirarsi nella piazza leghista in uniforme da molestatore, con tanto di impermeabile, arpionando incolpevoli passanti intirizziti dalla pioggia per infliggere loro “un civile confronto di idee”, non è dato sapere.Forse voleva vedere com’è fatta una piazza, esperienza unica nella sua vita. O provare l’ebbrezza di incontrare della gente, fenomeno rarissimo nelle iniziative elettorali del Pd e ancor più del suo movimento “Siamo Europei”.O forse sperava in una contestazione, un paio di fischi, un insulto, mezza pernacchia, per poi fare il martire. Invece niente: a parte i più, che non l’hanno riconosciuto, qualcuno gli ha chiesto un selfie perchè lo vede sempre in televisione, altri l’hanno lasciato parlare. Da solo.Il momento più straziante è stato il commiato, simile a quel che càpita nell’ascensore condominiale fra due vicini che si conoscono di vista e abbozzano qualche parola sul tempo che fa, ma poi la conversazione non decolla e guardano per aria, impazienti di arrivare al piano per levarsi dall’imbarazzo.“Allora – avvertiva l’ex ministro – io vado, eh?”, nella segreta speranza che qualcuno lo trattenesse con un “Ma no, perchè mai, resti ancora un po’, faccia come fosse a casa sua”.

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Pubblicato il: 21 Maggio 2019

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